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Fermenti politici in Sicilia: l’editore Panasci lancia il movimento Sicilia in HD

</span></figure></a> Editore. Francesco Panasci
Editore. Francesco Panasci

La parola d’ordine è alta definizione. Per superare la mediocrità della politica, la crisi dei partiti e dare risposte alle esigenze di rappresentanza dei ceti produttivi. E’ questo il senso di “Sicilia ad Alta definizione”, il nuovo movimento politico che sarà presentato a Palermo domenica pomeriggio e che ha l’ambizione di scalzare dalla scena politica i vecchi e i nuovi politici ovvero il pd da una parte e il Movimento Cinque stelle dall’altra. Il promotore è, appunto, un imprenditore: Francesco Panasci, editore televisivo e non solo, che punta a dare voce a uno stile di vita e politico ad alta definizione proponendo comportamenti, soluzioni, suggerimenti che ciascun siciliano, al di là del ceto sociale e della professione, può applicare nella quotidianità, con l’unico vincolo di “amare la propria terra”.

«È evidente – dice Panasci – che i siciliani sono stanchi di questa politica in bassa definizione: noi abbiamo lanciato il primo sassolino e adesso vogliamo andare avanti, per dare la spinta che serva a volare in alto: “Sicilia in Alta Definizione” è il primo passo di un grande progetto culturale, pensare in HD, vivere in HD, non c’è più tempo per aspettare ma è il momento di agire”.  Quello di domenica, si legge in un comunicato, è un “appuntamento al buio” illuminato dalle luci dell’alta definizione, ma anche l’occasione per incontrarsi, per far festa, parlare dei problemi di Palermo e della Sicilia. Domenica 25 ottobre, a partire dalle 17,30, a Villa Castelnuovo (viale del Fante 66) è in programma “Pensiamola in HD”, il primo grande happening degli uomini e delle donne che si riconoscono nel progetto “Sicilia in Alta Definizione”, nato da un’idea dell’imprenditore e giornalista Francesco Panasci, che da domenica diventa movimento.

Un incontro che si protrarrà per fino a tarda sera, con numerosi momenti di intrattenimento e la presentazione del progetto: un primo incontro che servirà a fare il punto sulla Sicilia, terra amata e fin troppo trascurata, ma che non sarà l’occasione per ripetere le lamentele per la macchina regionale, ormai a motori spenti, forse perché fusi, ma per mettere in campo propositi, forieri di uno scatto d’orgoglio siciliano mai conquistato, ma che in tanti hanno da sempre promesso.  «L’alta definizione, la perfezione nell’osservare la nitidezza di un’immagine nei colori nella stabilità, nei contorni – spiega Panasci – contrapposta ai toni grigi, al pressappochismo e all’assoluta incertezza sul futuro, dell’invisibile triscele, coperta e soffocata dal triste manto della rassegnazione».
Il gruppo Facebook, nato qualche mese fa con il nome, appunto, “Sicilia in HD”, conta già oltre diecimila iscritti, e si è trasformato in queste settimane in vero e proprio gruppo di lavoro, per elaborare idee e iniziative, che oggi diventano la base di questo movimento. «Nasce così “Sicilia in HD” – spiega Panasci – un movimento per la rinascita culturale della Sicilia: non un movimento qualsiasi, perché non nasce all’ombra del potere politico, ma un movimento libero, fatto di uomini liberi con la schiena dritta che hanno a cuore il futuro dei propri figli. Le parole chiave del movimento sono “Fare”, ma anche “Condividere”, perché attraverso la condivisione del pensiero si determina la crescita culturale. Questa condivisione deve essere trasparente e limpida, deve avvenire alla luce del sole, cosi come le riunioni del gruppo che non avvengono  attorno ad un tavolo qualsiasi nel chiuso di una stanza, ma all’aria aperta, in piena libertà, in piena trasparenza, in pieno centro, in una strada trafficata di pedoni e di mezzi, dove non si realizzano accordi o giochi di potere, ma viceversa si condividono bisogni per infine trovare soluzioni. In un momento storico culturale difficoltoso, dove assistiamo quasi quotidianamente allo sfacelo della classe politica che ci amministra e conseguentemente della nostra terra, la Sicilia sente l’esigenza di un rinnovo che possa partire dal suo popolo. E proprio dal popolo siciliano che vuole partire “Sicilia in Alta Definizione”, come rivoluzione culturale dell’uomo, per raccogliere idee, proposte, ascoltare le difficoltà e le critiche costruttive.