Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Lotta alla corruzione e al malaffare, accordo tra Avviso pubblico e ministero per gli Affari regionali

Promuovere la cultura della legalità, della trasparenza e dell’etica pubblica e favorire la diffusione delle buone pratiche nelle amministrazioni che lavorano sui territori.
È l’obiettivo del Protocollo d’intesa firmato oggi tra il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Maria Carmela Lanzetta e l’Associazione “Avviso Pubblico”, una rete nata nel 1996 con l’intento di collegare ed organizzare gli amministratori impegnati a favore della legalità democratica nella politica, nella P.A. e sul territorio.
L’intesa prevede l’impegno a realizzare iniziative volte a contrastare fenomeni di infiltrazione criminale nelle Istituzioni, anche mediante eventuali proposte di modifica del quadro normativo e regolamentare e intende promuovere l’adozione di misure in grado di assicurare l’utilizzo efficace e funzionale, rispetto agli interessi della collettività, dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
“Legalità e trasparenza sono principi imprescindibili per una buona amministrazione. Come purtroppo dimostrano le cronache recenti, la lotta contro la corruzione e contro le infiltrazioni della criminalità organizzata nel nostro Paese va combattuta con forza e determinazione – ha osservato il ministro Lanzetta – Con la firma di oggi vogliamo fare un passo avanti nella promozione della cultura della legalità nelle amministrazioni centrali e sul territorio. Quella con Avviso Pubblico sarà una collaborazione preziosa, dalla quale nasceranno iniziative, anche normative, per diffondere e difendere l’etica pubblica e le ‘buone pratiche’ amministrative”.
“Ringrazio, innanzitutto, il Ministro Lanzetta per la fiducia riposta nei confronti di Avviso Pubblico. Una fiducia di cui avvertiamo tutto il senso della responsabilità – ha dichiarato il Presidente di Avviso Pubblico, Roberto Montà – Quello che abbiamo firmato oggi è un protocollo d’intesa importante, che si propone di fornire un contributo concreto alla diffusione della buona politica e della buona amministrazione nel nostro Paese. Attraverso questo protocollo, infatti, cercheremo di potenziare concretamente l’azione preventiva contro le mafie e la corruzione, raccogliendo e diffondendo sul territorio nazionale le migliori prassi amministrative messe in atto dagli enti locali; organizzando percorsi formativi che consentano di migliorare la competenza di chi amministra sui territori e di chi lavora nella pubblica amministrazione; cercheremo, infine, di fornire al legislatore indicazioni utili per una razionalizzazione ed un miglioramento della normativa esistente”.
“Oggi come mai c’è bisogno di buona politica e di buoni esempi – ha dichiarato il vicepresidente di Avviso Pubblico Paolo Masini, assessore a Scuola, Sport, Politiche giovanili e Partecipazione di Roma Capitale – In questo senso Avviso Pubblico sta facendo un importante lavoro di sensibilizzazione e formazione, come la presentazione del Rapporto Amministratori sotto tiro e il Premio Pio La Torre – Per le buone pratiche amministrative, ma anche di intervento e di azione sul territorio. Da assessore di Roma Capitale ho fortemente voluto che questa Associazione avesse una sede nel cuore degli uffici della nostra amministrazione. Da oggi, grazie a questo Protocollo potremo rendere questa attività ancora più efficace. E’ una buona giornata per la buona politica”.
Nel dettaglio, il Protocollo, che istituisce anche un Tavolo di lavoro permanente, punta a promuovere studi e proposte comuni sul tema della prevenzione dei fenomeni di corruzione e di infiltrazione criminale nelle istituzioni, iniziative di sensibilizzazione per diffondere la cultura della legalità; a creare reti a livello nazionale ed europeo per favorire la diffusione delle buone pratiche improntate al principio di massima trasparenza presso enti locali, regioni e altri soggetti pubblici territoriali erogatori di servizi ai cittadini; a definire, d’intesa con le associazioni rappresentative, indicazioni e linee guida per lo svolgimento sistematico di attività per la prevenzione della corruzione da parte degli enti locali, anche dopo l’eventuale scioglimento dei relativi organi consiliari.