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La "mafia" delle aste giudiziarie, a Ragusa indaga la Guardia di finanza

E’ un fenomeno preoccupante che sta raggiungendo in provincia di Ragusa livelli insopportabili. Vittime soprattutto gli imprenditori in difficoltà economiche che, spesso, si ritrovano con i propri beni messi all’asta senza avere ricevuto alcuna comunicazione. Crisi e fallimenti hanno determinato il boom delle aste giudiziarie (Il sito astegiudiziarie.it, come riferisce il sito di informazione La Spia, ne annuncia 911, con una media di 20 immobili all’asta ogni 4-5 giorni, festivi compresi) e c’è il sospetto che dietro questo boom vi sia anche la mano della criminalità organizzata. [banner size=”300X250″]Intanto la Guardia di finanza ragusana ha avviato un’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Marco Rota e seguita direttamente dal procuratore Carmelo Petralia e tra gli indagati vi sono già alcuni professionisti. «Il numero dei professionisti (indagati ndr) è maggiore di tre o quattro – ha detto Rota, nei giorni scorsi – e tra i professionisti indagati, uno in particolare svolgeva un’attività multiforme. Dall’indagine emerge, inoltre, che sono stati commessi molti altri reati, non riguardanti solo la questione delle aste giudiziarie”.

Dalla quotidianità emergono intanto storie assurde. A margine di un convegno “sull’impignorabilità della casa”, organizzato dal comune di Vittoria è emersa la storia di un imprenditore vittoriese che vende sanitari: a sua insaputa è stata venduta l’abitazione di 120 metri quadrati e il garage del valore di oltre 100 mila euro, al prezzo di 15 mila euro. Ad acquistare, a prezzo d’affare, una commercialista vittoriese che, contattata dalla famiglia che avrebbe voluto riacquistare la propria abitazione, si né detta disponibile ad affittarla per 6 anni agli ex proprietari. «Le aste vanno bloccate – ha dichiarato l’imprenditore Malannino, dalle cui denunce hanno preso le mosse le indagini della GdF – per evitare che vi si annidi la malavita organizzata. Se ci tolgono le imprese come potremo pagare i nostri debiti? Fermare dunque le aste per la prima casa e per l’attività lavorativa. Le nostre aziende chiudono perché stritolate dai poteri occulti e lobbistici forti».