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Addiopizzo a Messina: la Madonna ci liberi dal racket. Minacciati

Il Comitato Addiopizzo Messina nel giorno della più importante festa messinese ha inteso ricordare a cittadini e istituzioni quanto è radicata e presente la mafia a Messina. Un gesto che vuole fare riflettere ciascuno di noi sulla diffusione, soprattutto con le pratiche estorsive come strumenti di controllo ed egemonia sociale, che la mafia mantiene.

“Maria libera Messina dal pizzo e dalla mafia”; molti, solo a parole, celebrano la messinesità il 15 agosto, rivendicando l’orgoglio dell’appartenenza a questa città, noi ci sentiamo autentica rappresentazione di questo sentimento, con questo volantino che è allo stesso tempo un omaggio alla Vara, una preghiera, una denuncia ed una dichiarazione di impegno.

Incoraggiamo le Forze dell’ordine e la Magistratura, che pure hanno conseguito negli ultimi anni importanti successi, a proseguire nell’opera di repressione.

Chiediamo alle Istituzioni civili e religiose ed a tutte le forze politiche un concreto impegno ed una maggiore sensibilità verso le problematiche attinenti al racket delle estorsioni.

“Esortiamo – dicono i volontari di Addiopizzo – infine tutti i cittadini a fare una scelta consapevole, perché il cambiamento passa dall’impegno di tutti anche attraverso un atteggiamento nuovo nei confronti del sistema delle conoscenze “autorevoli”, delle raccomandazioni, delle vie facili che producono solo la morte del senso della legalità nei giovani messinesi, ma anche ad esempio con il consumo critico, scegliendo imprenditori, esercenti e professionisti che non paghino il pizzo o che, essendo stati vittime di richieste estorsive, ne abbiano fatto denuncia. Tutto il tessuto sociale, economico e culturale nel quale agiscono gli operatori economici può e deve esercitare un ruolo attivo nella lotta contro il pizzo”.

La festa è stata rovinata da alcuni autorevoli componenti del Comitato Vara che nella giornata di ieri hanno insultato e minacciato gravemente i promotori del volantinaggio con frasi ed atteggiamenti gravissimi che intendevano intimidire e limitare la nostra libertà. I fatti di ieri sera, però, non hanno fatto altro che gettare discredito sul Comitato Vara. ” Siamo certi – dicono i rappresentanti di Addiopizzo di Messina – che il gesto intimidatorio sarà condannato pubblicamente dal Sindaco di Messina e dal l’Arcivescovo con parole nette e chiare perché si comprenda che la Vara non è proprietà di nessuno, ma patrimonio di tutti i messinesi onesti.
Nella tarda serata di ieri abbiamo ricevuto la solidarietà di Pippo Scandurra presidente della FAI (federazione associazioni antiracket italiana) e di Mariano Nicotra presidente dell’ASAM (antiracket di Messina) e per questo li ringraziamo. Non dimentichiamo “il puzzo del compromesso morale” nemmeno nei giorni di festa e non mettiamo la polvere sotto il tappeto. A Messina la mafia c’è ed è fortemente radicata, le sue infiltrazioni nell’economia, nella politica e nel tessuto sociale sono ampie e diffuse. Nel ventesimo delle stragi del ’92 siamo ancora troppo lontani dal respirare “il fresco profumo di libertà”, anche a Messina”.