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Presentazione del libro “La Calabria sottosopra”, lunedì 1 agosto a Stefanaconi (Vibo Valentia)

L’associazione “Io resto in Calabria”, in collaborazione con la Pro loco di Stefanaconi, nell’ambito del ciclo d’incontri “Un libro per dialogare”, promuove per lunedì 1 agosto alle ore 19.00 a Stefanaconi, la presentazione del libro “La Calabria sottosopra” (Rubbettino 2010) del giornalista messinese de il Sole 24 Ore Nino Amadore. All’evento, che si svolgerà presso Villa Elena – Giardino della cultura, oltre all’autore, prenderanno parte il Procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Michele Prestipino, il giornalista premio “Agenda rossa”, Pietro Comito, e l’imprenditore Pippo Callipo, mentre a moderare i lavori sarà la giornalista Stella Pagano.

“La Calabria sottosopra” si propone come «un'inchiesta sulla Calabria e i calabresi, un libro che prova a raccontare una regione. Non c'è solo la 'ndrangheta a condizionare lo sviluppo e la crescita della Calabria, hanno una responsabilità anche quei calabresi che fingono di non vedere. Ma soprattutto pesa l'assenza di una classe dirigente solida, forte, capace di fronteggiare le pressioni del malaffare e in qualche caso della malavita organizzata. Il libro registra questo e tanto altro, come la mancanza di una vera volontà di ribellione per cambiare il corso delle cose. E dire che di occasioni la Calabria ne ha avute parecchie. Ma non le ha colte. Certo non si possono marchiare due milioni di persone come disoneste o subordinate alla criminalità. Ma è arrivato il tempo di cominciare a parlarne per avviare un percorso di crescita culturale, umano ed economico che la Calabria merita perché non sia più una regione sottosopra».

Nelle intenzioni dei promotori, Anna Laura Orrico presidente dell’associazione “Io resto in Calabria e Stefano Mandarano presidente della Pro loco di Stefanaconi, la riflessione sull’opera del giornalista Nino Amadore «non mancherà di offrire spunti utili per meglio comprendere le dinamiche che orientano la classe dirigente calabrese nei processi decisionali, così come permetterà di ragionare sulle risorse su cui vale la pena puntare per arrivare ad un suo rinnovamento. È importante parlarne anche a Stefanaconi, comune che ha conosciuto condizionamenti gravi da parte della ‘ndrangheta ma che ha, altresì, dimostrato di avere le qualità e le capacità per riscattarsi e immaginare un futuro migliore».  Il libro registra questo e tanto altro, come la mancanza di una vera volontà di ribellione per cambiare il corso delle cose. E dire che di occasioni la Calabria ne ha avute parecchie. Ma non le ha colte.
Certo non si possono marchiare due milioni di persone come disoneste o subordinate alla criminalità. Ma è arrivato il tempo di cominciare a parlarne per avviare un percorso di crescita culturale, umano ed economico che la Calabria merita perchè non sia più una regione sottosopra.Il libro registra questo e tanto altro, come la mancanza di una vera volontà di ribellione per cambiare il corso delle cose. E dire che di occasioni la Calabria ne ha avute parecchie. Ma non le ha colte.
Certo non si possono marchiare due milioni di persone come disoneste o subordinate alla criminalità. Ma è arrivato il tempo di cominciare a parlarne per avviare un percorso di crescita culturale, umano ed economico che la Calabria merita perchè non sia più una regione sottosopra.Il libro registra questo e tanto altro, come la mancanza di una vera volontà di ribellione per cambiare il corso delle cose. E dire che di occasioni la Calabria ne ha avute parecchie. Ma non le ha colte.
Certo non si possono marchiare due milioni di persone come disoneste o subordinate alla criminalità. Ma è arrivato il tempo di cominciare a parlarne per avviare un percorso di crescita culturale, umano ed economico che la Calabria merita perchè non sia più una regione sottosopra.zata.
Il libro registra questo e tanto altro, come la mancanza di una vera volontà di ribellione per cambiare il corso delle cose. E dire che di occasioni la Calabria ne ha avute parecchie. Ma non le ha colte.
Certo non si possono marchiare due milioni di persone come disoneste o subordinate alla criminalità. Ma è arrivato il tempo di cominciare a parlarne per avviare un percorso di crescita culturale, umano ed economico che la Calabria merita perchè non sia più una regione sottosopra.