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Domenica a Serrastretta Nino Amadore intervista don Giacomo Panizza

“Esperienza. La storia di un prete che ha sfidato la ‘ndrangheta” è il titolo scelto per l’evento organizzato dalla Pro Loco di Serrastretta in collaborazione con la casa-editrice casa editrice Rubbettino e in programma per domenica 31 Luglio alle 20 e 30 su Corso Garibaldi. Nino Amadore,  giornalista messinese de «Il Sole 24 Ore» e autore per Rubbettino di ”La Calabria Sottosopra”, libro-inchiesta sulla contaminazione culturale che la ‘ndrangheta ha saputo organizzare sul nostro territorio e vittima di minacce e intimidazioni a causa del suo impegno sociale,  dialogherà, in forma d’intervista, con  Don Giacomo Panizza prete attivissimo nella lotta alle mafie e all’illegalità e fondatore a Lamezia Terme della Comunità “Progetto Sud”, una realtà di cooperative, associazioni e tante iniziative per disabili, tossicodipendenti, malati mentali e nomadi.
 

 È autore per Feltrinelli del volume “Qui ho conosciuto purgatorio, inferno e paradiso” ma la sua straordinaria notorietà è dovuta indubbiamente all’intervento di qualche mese fa al programma-evento di Rai 3 “Vieni via con me” come ospite di Roberto Savianoin cui ha potuto raccontare la sua storia a milioni di italiani.  “Esperienza”, negli intenti degli organizzatori, non è stata concepita come la consueta presentazione di un libro su qualcuno o una manifestazione anti-qualcosa, ma si propone di rappresentare un momento di riflessione, una conversazione confidenziale ma di spessore sull’atteggiamento legalitario in un senso più ampio; su come si possano di fatto concretizzare alcune buone pratiche quotidiane nelle nostre realtà e su come alcuni soggetti del tessuto sociale possano intervenire per agevolarne la comprensione e favorirne l’attuazione. L’idea è quella di un’agorà aperta a tutti per dialogare con chi quotidianamente combatte e s’impegna nella lotta alle mafie e all’illegalità diffusa focalizzando l’attenzione sul ruolo chiave giocato da parte di associazioni attive nel territorio e promotrici di coesione sociale come la Pro Loco o di organismi divulgatori di cultura e di valori, come  appunto l’autorevole Rubbettino che già da qualche tempo ha lanciato la campagna “Non bacio le mani” per la promozione della lettura contro il fenomeno mafioso.  “Volontariato intelligente” lo ha definito lo stesso Don Giacomo in un articolo apparso nel 2008 su “Volontariato Oggi”, in cui faceva emergere un dato quanto meno singolare riscontrato in Calabria: fino a quel momento vi era il più alto numero di gruppi di volontariato mai esistito ma nello stesso tempo si assisteva al più alto numero di affiliati alla ‘ndrangheta. La risposta a questo dato controverso risiede, per Don Giacomo, nella presenza di una coesione sociale “costretta e concessa in libertà vigilata” causata da una macchina istituzionale distratta, compiacente e collusa ma anche dall’atteggiamento da “spettatore del volontariato” di una parte consistente di popolazione che, intimidita dal divenire soggetto attivo di coesione sociale, si rassegna al predominio dei gruppi mafiosi e dei poteri forti. Anche Nino Amadore sostiene la tesi che non sia solo la ‘ndrangheta a condizionare lo sviluppo e la crescita della Calabria, e attribuisce una dose di responsabilità anche a quei calabresi che fanno finta di non vedere ma soprattutto all’assenza di una classe dirigente solida e forte capace di fronteggiare con fermezza le pressioni insistenti del malaffare. Traendo spunto e insegnamenti dall’esperienza, appunto, di questi due ospiti illustri la serata tenterà di offrire un momento di lucida riflessione ma anche di profonda speranza di un sud e di una società diversa.  Parteciperanno alla manifestazione anche l’associazione Libera e Amnesty International. In conclusione della serata Amnesty,  per celebrare il 50° anniversario della fondazione per i diritti umani, invita tutti al “Brindisi per la legalità”.