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Mafia: i medici si interrogano su cosa fare

«La funzione primaria degli ordini è la tutela dei diritti del cittadino: il diritto alla salute, la certezza di essere curati da professionisti accreditati e la garanzia di comportamenti professionali improntati alla più profonda eticità». Lo dice il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco, contro l'abolizione degli ordini professionali.   

«Ma quali sono le armi che l'ordine ha – continua – a disposizione per garantire la legalità? E come rendere tali armi più efficaci e mirate?».  Questi saranno alcuni degli argomenti che saranno illustrati dalla federazione nazionale degli ordini dei Medici chirurghi e degli odontoiatri, insieme all'Ordine dei Medici di Palermo, durante il convegno «La professione medica a tutela della legalità. Gli ordini, la magistratura, la politica. Sua maestà la trasparenza», che si svolgerà venerdì alle 16.30 nella sede della società italiana di Storia Patria, in piazza San Domenico.  «La scelta di Palermo è stata emblematica – aggiunge il presidente Salvatore Amato. – Qui, infatti, i medici vivono in una situazione 'di frontierà. A Palermo sono tanti, troppi, i medici che hanno pagato con la vita per avere fatto il proprio dovere, per essersi opposti alla mafia. Purtroppo devo registrare con sgomento e amarezza che ci sono anche diversi medici ormai radiati dall'Ordine, che con la mafia hanno stretto un rapporto di contiguità se non di organicità». Al convengo prenderanno parte, tra gli altri, anche Giuseppe Lumia, senatore e componente della Commissione Parlamentare Antimafia, l'assessore regionale alla Salute Massimo Russo e il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone. (ANSA)