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Caltanissetta, una zona franca contro la mafia

di Nino Amadore

C'è chi dice fossero novemila. Imprenditori, politici, sindacalisti, lavoratori scesi in piazza ieri a Caltanissetta che rappresentano un esercito di gente perbene. E danno valore politico e «storico» a questa manifestazione, non foss'altro perché in piazza c'erano fianco a fianco le bandiere del sindacato e i rappresentanti del mondo imprenditoriale con in testa Confindustria a partire dal presidente regionale Ivan Lo Bello e dal delegato nazionale alla Legalità, il nisseno Antonello Montante. Lavoratori e imprenditori insieme "Contro la mafia e per lo sviluppo e contro la mafia".Una iniziativa, promossa dal Tavolo per lo sviluppo della provincia di Caltanissetta che raggruppa anche gli enti locali, che candida l'area al centro della Sicilia a diventare una zona franca per la legalità, un luogo in cui sviluppo e lotta alla mafia camminino di pari passo . Un segnale che arriva dalla città in cui nel 2005 Confindustria lanciò la campagna contro i collusi con la mafia e che nel 2007 la scelta antimafia degli imprenditori si materializzò con il varo del codice etico antimafia. E ancora una volta la città si pone come modello, punta a sperimentare nuove forme di governance economica per battere il malaffare. «Le parole di Draghi devono farci riflettere – dice Montante che è anche presidente della Camera di commercio –. Anche per questo chiediamo l'istituzione di una zona franca per lo sviluppo e la legalità; sarebbe una grande opportunità per questa terra e per l'intero paese. Basti pensare che un intervento del genere porterebbe un imprenditore a realizzare un investimento qui in Sicilia, utilizzandola poi anche come base logistica per raggiungere gli altri paesi del Mediterraneo. È una chance importante: i governi, sia a livello regionale che nazionale, devono intervenire in maniera concreta e raccogliere la voce di questa piazza». L'iniziativa di ieri incassa anche il sostegno del procuratore della Repubblica di Caltanissetta Sergio Lari il quale spiega: «Oltre ai benefici fiscali è necessario che siano previsti anche altri interventi come i tempi più brevi per le autorizzazioni per chi viene a investire qui. Noi possiamo intervenire sui collusi ma non possiamo passare alla storia come quelli che hanno distrutto il sistema economico. Noi tagliamo il sistema mafioso ma qualcuno deve aiutare il sistema pulito a crescere». Il procuratore antimafia ben spiega la questione che sta alla base di una candidatura inserita nel documento che i dirigenti locali e nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno consegnato al prefetto nisseno Umberto Guidato: benefici fiscali e area a burocrazia zero per le imprese pulite che investono qui. «È stato un appuntamento importante delle forze sane della società che chiedono una un impegno deciso alla politica – dice Mariella Maggio, segretaria della Cgil Sicilia –. Che su temi cruciali per il futuro della Sicilia si trovino alleanze è fondamentale se si vogliono ottenere risultati». La manifestazione ha incassato un corale sostegno bipartisan: da un lato il ministro della Giustizia Angelino Alfano e dall'altro esponenti del centrosinistra come il senatore Beppe Lumia, l'eurodeputato Rosario Crocetta e il presidente della commissione regionale Antimafia Lillo Speziale. A nome del governo regionale nei giorni scorsi era intervenuto il presidente della regione Raffaele Lombardo e ieri, oltre all'intervento dell'assessore Marco Venturi è arrivato il sostegno dell'assessore all'Economia Gaetano Armao. «Adesso, chi vuole lavorare nel centro Sicilia potrà farlo grazie ad una nuova cultura imprenditoriale – aggiunge Montante –. Qui chi investe non paga il pizzo: è la più grande conquista di questo territorio. Da qui è partita la lotta contro la mafia, adesso è il momento del rilancio e degli investimenti» .