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Campinoti (Avviso Pubblico): "Sospendere dalle cariche i condannati in primo grado, non candidare i rinviati a giudizio"

«Chi fa politica ha un dovere in più, non un diritto in più. Il dovere di essere ed apparire credibile, di dare un esempio positivo. Per questo il Parlamento dovrebbe approvare una norma che stabilisce la decadenza ipso facto dal proprio ruolo pubblico, anche istituzionale, se si è condannati in primo grado per gravi reati e la non candidabilità per coloro che vengono rinviati a giudizio. I partiti che non rispettano queste regole dovrebbero essere sanzionati decurtando loro la quota di contributi per il rimborso delle spese elettorali». Lo ha affermato Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico, l’associazione italiana che raggruppa quasi 200 enti locali per la formazione civile contro le mafie, in chiusura del convegno internazionale “Cultura della legalità e trasparenza amministrativa” che si è svolto a Livorno l’8 marzo, nell’ambito del progetto “European Caravan for Legality”, promosso dall’Arci. Alla tavola rotonda conclusiva dedicata alle buone pratiche amministrative messe in campo dalle Regioni per prevenire e contrastare l’infiltrazione mafiosa e la corruzione, sono intervenuti Nicola Fratoianni, Assessore alla legalità della Regione Puglia e Gianluca Albertazzi, Dirigente della Regione Emilia Romagna. Fratoianni si è particolarmente soffermato sul progetto “Libera il bene” con il quale l’ente regionale pugliese ha stanziato 8 milioni di euro per supportare gli enti locali nel recupero e nell’utilizzo per finalità di carattere sociale dei beni confiscati alle mafie. «Dobbiamo fare leggi che diano il senso concreto che la legalità conviene» ha affermato Fratoianni annunciando l’avvio della discussione di un progetto di legge finalizzato alla istituzione di un’agenzia regionale per la legalità, in collegamento con le istituzioni, le scuole e le associazioni. In Emilia Romagna, alla fine di febbraio, è stata presentata una proposta di legge finalizzata a stanziare fondi e a varare misure di supporto agli enti locali, alle scuole, alle università e alle vittime di reato per prevenire e contrastare l’infiltrazione mafiosa sul territorio. «Dal 1995 la Regione Emilia Romagna si interessa della questione mafiosa. Innanzitutto finanziando alcune ricerche che hanno permesso di conoscere il fenomeno – ha affermato il dottor Gianluca Albertazzi – La proposta di legge approvata dalla Giunta ed ora in discussione al Consiglio regionale si propone di dare sistematicità ad una serie di provvedimenti già in vigore puntando molto sul sostegno e la collaborazione degli enti locali. Per il 2011, la proposta di legge prevede lo stanziamento di 1 milione di euro». In conclusione del convegno Pierpaolo Romani, Coordinatore nazionale di Avviso Pubblico ha affermato: «Nel corso di questi due giorni abbiamo visto come in Italia ci siano Comuni, Province e Regioni che sul tema della cultura della legalità e della trasparenza amministrativa stanno facendo cose importanti. La politica nazionale deve tenerne conto di tutto questo e porre la questione della lotta alle mafie e alla corruzione come un punto centrale dell’agenda di governo».