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Mafia: in Sicilia chi paga il pizzo e non lo denuncia non può accedere al credito di imposta

“Il racket e l’usura si  combattono con la testa, col cuore ma anche con la tasca”. Cosi’ ha sintetizzato l’assessore per l’Economia Gaetano Armao, la presentazione delle clausole inserite nelle norme per l’accesso al credito d’imposta che partira’ a meta’ marzo.  Armao, intervenuto  alla presentazione del corso “Contrasto all’usura e al racket” organizzato dall’Universita’ di Palermo e  dalla Guardia di Finanza ha anticipato i provvedimenti di contrasto al pizzo che saranno successivamente estesi ad altre fonti di incentivazione erogate dalla Regione che si occupano delle norme anticorruzione e antinflazione e inserite nel disegno di legge sulla semplificazione amministrativa che martedi’ sara’  discusso dall’Ars. “Nel definire questa iniziativa – ha spiegato l’assessore – siamo partiti da una semplice considerazione: rendere conveniente, oltre che eticamente doveroso, a commercianti e imprenditori il rifiuto del racket. A tal fine chi fa richiesta di accedere al credito d’imposta dovra’ dichiarare, sotto la propria responsabilita’, di non aver omesso di denunciare pressioni estorsive nei tre anni precedenti alla presentazione dell’istanze e di impegnarsi a non cedere al vile ricatto del pizzo, pena la decadenza del beneficio concesso e la restituzione delle concessioni fiscali”. “La Regione in questo modo, – ha aggiunto Armao – fa la sua parte nell’azione di contrasto al racket. Siamo convinti che cosi’ le imprese potranno valutare meglio le conseguenze di tali azioni e l’opportunita’ del credito d’imposta, anche in relazione all’abbandono di vecchie e inaccettabili pratiche di connivenza col fenomeno del racket mafioso”. “Mentre – ha concluso – chi non intende abbandonare pratiche  ormai inaccettabili, lascera’ questa opportunita’ alle imprese che  hanno deciso di seguire comportamenti virtuosi e fuori dalla melma del pizzo alla mafia”.

Questo il testo della norma che sara’ inserito: “Il richiedente, ai sensi dell’art. 47 del dpr 28.12.2000, n. 445 e successive modifiche, dichiara, consapevole  delle responsabilita’ anche penali derivanti dal rilascio di dichiarazioni mendaci e della conseguente decadenza dei benefici concessi sulla base di una dichiarazione non veritiera, ai sensi
degli artt. 75 e 76 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445: di essere
consapevole che l’avere omesso di denunciare alle competenti Autorita’ eventuali richieste estorsive, formulate anche a propri agenti, rappresentanti o dipendenti da parte di organizzazioni o
soggetti criminali, verificatesi nel triennio antecedente alla data della presente istanza, dara’ luogo alla decadenza dal  contributo erogato col recupero dell’importo indebitamente fruito e di accettare sin d’ora gli effetti derivanti dall’accertamento del verificarsi della suddetta condizione decadenziale. Il richiedente si impegna: a denunciare alle competenti Autorita’, a pena di decadenza dal contributo col recupero dell’importo indebitamente fruito, ogni richiesta estorsiva ovvero di
sottoposizione di prestito a tasso usuraio, formulate anche a propri agenti, rappresentanti o dipendenti da parte di organizzazioni o soggetti criminali e di accettare sin d’ora gli effetti derivanti dall’accertamento del verificarsi della suddetta condizione decadenziale.