Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Mi sono chiesto in questi giorni perché sono stati così pochi i calabresi che hanno partecipato in giro per la regione alla presentazione del mio libro. Qualcuno ha ipotizzato che fossero stati neve e freddo a non stimolare la partecipazione. E in verità da lunedì 15 al 17 in Calabria si è scatenata la bufera tanto da dover rinviare l’appuntamento di Cosenza che mi sembrava  (e si annunciava) molto interessante. Ma quello che non si può non dire e che il vento freddo del Nord può persino diventare un alibi di fronte all’assenza di dibattito. Pensavo che pubblicare un testo crudo sulla Calabria di oggi, ricorrere all’estrema provocazione, potesse essere utile ad alimentare il dibattito su cosa deve essere la Calabria di domani. Credevo che indagare e sottolineare, al di fuori e al di sopra di appartenenze politiche, potesse aiutare a comprendere meglio i limiti della classe dirigente di quella regione. Pensavo di raccogliere anche per strada  i frutti di tanti anni di lavoro, di poter incontrare per confrontarmi anche soggetti e personaggi che non hanno mai lesinato energie (e non hanno avuto paura del freddo)  quando dovevano venire a incontrarmi per perorare una loro causa, per promuovere i loro affari, per farsi belli. A me sembra che di fronte a certe verità, di sicuro scomode, in molti provino a far finta di nulla, a evitare il dibattito, il confronto, a evitare punto e basta. Perché è facile appassionarsi al dibattito quando si parla di cose che si può facilmente scaricare agli altri. E’ meno facile quando invece ci si trova a fare i conti con le proprie ipocri