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Vino: in Sicilia vince la qualità

La maggior parte delle uve bianche sono già state raccolte, è iniziata la vendemmia delle rosse, qualcuno ha già finito. Tra i soci Assovini c’è soddisfazione per la qualità dei grappoli e anche quest’anno si parla di vendemmia ottima. Il quadro, come sempre, è un po’ a macchia di leopardo per la diversità delle condizioni pedoclimatiche dell’isola ma comune denominatore della vendemmia 2010, dalle prime dichiarazioni di tecnici e proprietari, è l’aver goduto di un andamento climatico favorevole, con una primavera fresca, un’estate asciutta caratterizzata solo da pochi giorni di caldo intenso ad agosto e poi un po’ di pioggia a settembre, e soprattutto con ottime escursioni termiche giorno-notte, che hanno fatto raccogliere uve sane, ben maturate, che si prevede faranno ottenere vini dai profumi particolarmente intensi, ampi e varietali.  

            L’enologo Tonino Guzzo, che segue tra le aziende socie Assovini la cantina Viticultori Associati di Canicatti, Castellucci Miano a Valledolmo e Feudo Disisa a Monreale, così traccia un primo bilancio della vendemmia 2010 nella Sicilia centro-occidentale: “Questa è la terza vendemmia di seguito che si presenta secondo me eccezionale, è stata un’annata fresca con qualche giornata calda solo a fine agosto, c’è un calo nelle quantità ma la qualità è davvero ottima”. Per Viticultori Associati, con i vigneti che vanno dal livello del mare sulla costa agrigentina sino 600 metri nell’entroterra di Canicattì, Guzzo nella zona costiera ha già terminato la vendemmia dei bianchi e ha iniziato quella del nero d’avola. Per Castellucci Miano con vigneti sulle Madonie a 600 metri di altitudine invece la raccolta è appena iniziata e si è cominciato con il catarratto che servirà per la base dello spumante, l’acidità è ottima. A Feudo Disisa, circa trecento metri d’altezza nell’entroterra palermitano, invece si sta già terminando di raccogliere il perricone e le rese sono state volutamente molto basse.

            A Donnafugata descrivono un’annata più piovosa delle media in autunno ed inverno. La vendemmia è iniziata un po’ in ritardo ma poi ha subito un’accelerazione, si è conclusa per alcune varietà nello stesso periodo dello scorso anno e per altre con qualche giorno di anticipo. “Le ondate di caldo di agosto sono state ben bilanciate da elevate escursioni termiche tra il giorno e la notte; gli isolati piovaschi di settembre non hanno causato problemi – sono le valutazioni di Antonio Rallo – Per tutte le varietà sono state regolarmente raggiunte ottime maturazioni zuccherine e fenoliche. Complessivamente le uve raccolte a Contessa Entellina e a Pantelleria sono in quantità leggermente inferiore alla media, da molto buona ad ottima è la qualità raggiunta ai fini della vinificazione”.

Dall’altra parte dell’isola Francesco Ferreri di Valle Dell’Acate, nonché presidente del Consorzio del Cerasuolo di Vittoria, descrive pure maturazioni ottimali e fa ottime previsioni sui profumi dell’annata. “E’ vero che ha piovuto ai primi di settembre – racconta Ferreri – ma in modo concentrato e molto forte così che il terreno non ha avuto il tempo di assorbire le acque che sono scivolate via, le uve sono rimaste asciutte, sanissime, e non c’è stata quella botta di calore che a volte le fa stramaturare. Le temperature non particolarmente alte, le escursioni termiche fra il giorno e la notte notevoli, la maturazione molto regolare, il risultato – conclude – sono ottimi profumi, in particolare tra i bianchi per il grillo”. Finita la vendemmia dell’inzolia, del grillo e dello chardonnay, a Valle dell’Acate è iniziata quella del frappato, davvero fragrante quest’anno, e del nero d’avola.

            A metà vendemmia è pure Fabio Sireci di Feudo Montoni a Cammarata, nel cuore della Sicilia, che sottolinea come nella sua zona le piogge abbondanti invernali hanno fatto costituire una buona riserva d’acqua in profondità nei terreni, poi è stata una stagione estiva fresca con escursioni termiche giorno-notte elevate. Malgrado un po’ di pioggia a fine agosto le uve sono rimaste nella parte aerea asciutte e sane, non si è presentata nessuna malattia e ciò è stato davvero ottimo per la sua azienda che è in conversione biologica. “Il catarratto è davvero buonissimo. Non c’è stato quest’anno caldo estremo, la curva di maturazione è stata ottimale – spiega – l’acidità è elevata e dopo la criomacerazione ho notato profumi varietali molto accentuati. Le uve rosse si presentano adesso croccanti e con i vinaccioli molto maturi”.

            Ha quasi finito di vendemmiare, sulle piante è rimasto solo il cabernet sauvignon per  ottenere una perfetta lignificazione dei vinaccioli, invece a Cattolica Eraclea Ruggero Rizzuto che vinifica in proprio ma è anche un importante conferitore della Cantina Settesoli di Menfi. “Quest’anno non c’è stato scirocco, solo qualche giorno di caldo a ridosso di ferragosto, infatti il merlot che è molto sensibile al caldo africano non ne ha risentito affatto  – racconta Rizzuto – la vendemmia è partita un po’ più tardi, il 7 agosto con il pinot grigio, e poiché nella mia azienda, come in tante a Menfi,  per la maggior parte è meccanizzata quando le uve hanno raggiunto il punto perfetto di maturazione le abbiamo raccolte velocemente e anche in notturna, dall’una alle cinque del mattino, realizzando una vendemmia molto precisa in base ai diversi vitigni, terreni e altitudini e portando in cantina un prodotto davvero perfetto”.

            Notevoli escursioni termiche sono la norma sull’Etna dove la vendemmia invece è solo all’inizio. Nerelli e carricante sono ancora sulla pianta ma si è già vendemmiato gli internazionali e gli altri bianchi siciliani. “E’ stata un’annata più precoce e meno abbondante in quantità perché non ha piovuto da fine giugno a fine agosto  – spiega Francesco Cambria di Cottanera – il 23 agosto abbiamo iniziato sull’Etna la vendemmia dell’inzolia e del grecanico, il 25 il merlot, e così via. Ma anche il nerello quest’anno è precoce, noi lo inizieremo a raccogliere già la prossima settimana con 7-10 giorni di anticipo. La qualità delle uve è molto buona, la maturazione quasi ottimale, le piogge dell’inizio settembre non hanno danneggiato le uve che sono rimaste molto sane. Ci aspettiamo vini da vitigni internazionali particolarmente freschi”.