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Nessun provvedimento per l'avvocato che chiede favori ai boss: ecco la deontologia secondo l'ordine di Palermo

di Nino Amadore

Un duro giudizio contro l’avvocato ed ex consigliere provinciale di Forza Italia Salvo Priola è stato espresso dal pm Nino Di Matteo, nella requisitoria tenuta al processo contro Salvatore Cuffaro accusato di concorso esternoo e in corso davanti al Gup di Palermo Vittorio Anania. Il magistrato ha ricordato che Priola fu intercettato a casa del boss di Brancaccio, Giuseppe Guttadauro, mentre chiedeva invano al capomafia di ”sponsorizzare” la sua candidatura nell’allora Cdu, per le elezioni regionali del 2001. ”Priola apparve vergognosamente fedele al mafioso Guttadauro – hasostenuto Di Matteo -. Gli atti sono stati trasmessi alConsiglio dell’Ordine degli avvocati, perche’ li valutasse. Tuttavia Priola è oggi presidente della Camera penale Conca d’Oro”. La replica dell’Ordine degli avvocati è da manuale e fa capire da quale parte stiano in verità di gli ordini professionali a dispetto delle dichiarazioni pubbliche di questo o quel pòresidente. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo non ha preso alcun provvedimento disciplinare nei confronti dell’avvocato Salvo Priola, come chiesto dalla Procura palermitana secondo cui il legale nel 2001 si sarebbe rivolto al boss mafioso Giuseppe Guttadauro per chiedere “favori politici”, in particolare l’inserimento in una lista elettorale alle regionali. “Non ci è risultato materiale per un provvedimento disciplinare -ha spiegato all’AdnKronos Enrico Sanseverino, presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo- non abbiamo individuato violazioni del collega al codice deontologico”. Per questo motivo la richiesta della Procura e’ stata archiviata e Salvo Priola è presidente della Camera penale Conca d’Oro. Alla faccia della lotta alla mafia.

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