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In Toscana rischio di infiltrazioni mafiose più elevato durante la crisi economica

“La stampa alzi la guardia e accenda i riflettori sulle attività della mafia in Toscana, in particolare sulle infiltrazioni e sul riciclaggio del denaro sporco nell’economia ufficiale, fenomeni che si sono già manifestati e possono rivelarsi ancora più aggressivi in questa fase di pesante crisi economica”. È l’appello lanciato dai segretari di Cgil, Cisl e Uil della Toscana assieme al presidente dell’Ordine dei Giornalisti e a quello dell’Associazione Stampa, nel corso del convegno ‘La mafia fa affari ma non fa notizia’ organizzato dalla Provincia di Firenze, dall’associazione Information Safety and Freedom e dall’Osservatorio “Ossigeno per l’Informazione”, in occasione della Giornata ONU per la libertà di stampa nel mondo.

Il documento è stato firmato al termine di un serrato confronto a varie voci sui rischi di infiltrazione mafiosa a Firenze e nell’intera regione.

“Senza una più efficace prevenzione e azione di contrasto le attività mafiose rischiano di inquinare profondamente il tessuto economico e finanziario della nostra realtà, di condizionare negativamente lo sviluppo economico e sociale e il corretto funzionamento dei meccanismi democratici. Al termine della crisi rischiamo di trovarci in una realtà ‘mafiosizzata’. Per questo – conclude il documento – facciamo appello agli editori perché aprano i giornali a questi temi, e ai giornalisti perché facciano i cani da guardia della democrazia indagando su questi fenomeni e allertando l’opinione pubblica sui fatti e comportamenti che appaiono illeciti e sui fenomeni di penetrazione mafiosa. E’ necessario che istituzioni, forze dell’ordine e sindacati rendano più assidua l’azione di educazione alla legalità e di contrasto dell’illegalità. Auspicano, inoltre, che si realizzi una collaborazione più stretta fra le istituzioni, il mondo dell’informazione, queste e altre componenti della società”.

Il documento è stato sottoscritto alla fine di un serrato dibattito che ha visto la partecipazione dei segretari regionali di Cisl e Uil Riccardo Cerza e Vito Marchiani e il responsabile per la legalità della Cgil Luciano Silvestri, il presidente dell’ordine dei Giornalisti Massimo Lucchesi, quello della

Associazione Stampa Toscana Stefano Sieni, il presidente di Information Safety and Freedom Stefano Marcelli, il direttore dell’Osservatorio ‘Ossigeno per l’informazione sui cronisti minacciati e le notizie oscurate con la violenza’ Alberto Spampinato.
L’iniziativa è stata conclusa dall’intervento dell’assessore provinciale Pietro Roselli.

Il sostituto procuratore Giuseppe Nicolosi, titolare dell’inchiesta sull’attentato di via de Georgofili, e presente all’iniziativa, ha detto che la Toscana “appare appetibile per le mafie per la ricchezza del suo tessuto economico e la pesante crisi economica la rende vulnerabile”. Nicolosi ha inoltre detto che le intercettazioni telefoniche e ambientali sono uno degli strumenti più efficaci attualmente disponibili per indagare sulle infiltrazioni mafiose nelle attività economiche. L’approvazione della legge sulle intercettazioni all’esame del Senato renderebbe molto difficoltoso l’uso di questo strumento di indagine che in passato si è rivelato essenziale.

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