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Autolesionismo siciliano: la vicenda del rigassificatore di Priolo

La vicenda del rigassificatore da costruire nel triangolo industriale di Priolo-Melilli-Augusta (Siracusa) è ormai andata oltre ogni ragionevole limite. Da cinque anni due aziende importanti, la Erg e la Shell che hanno costituito pariteticamente la Ionio Gas, hanno avviato l’iter per ottenere l’autorizzazione che sblocchi investimenti per 800 milioni e dia lavoro a 400 persone. Risorse importanti in un’area industriale alla prese con un’incredibile crisi. Da tempo però la regione siciliana rinvia ogni decisione possibile, lasciando nel limbo gli imprenditori e nel congelatore risorse preziose per un territorio economicamente depresso. Qualsiasi richiamo fin qui non è servito a nulla: sono ben cinque le conferenze di servizio decisorie finalizzate all’autorizzazione unica andate deserte. Questa volta il direttore generale dell’assessorato all’Energia avrebbe agito su richiesta di un gruppetto di deputati dell’assemblea regionale, che spesso ha brillato più per autoreferenzialità che per la tutela degli interessi collettivi. La prossima conferenza di servizi è ora fissata per il 12 aprile a meno che i vertici della Ionio Gas non decidano di fermare tutto prima. Per non assistere a un altro rinvio e sentirsi presi in giro per l’ennesima volta.