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Sanità. A Gela la prima casa di cura privata che sottoscrive un protocollo di legalità

Per la prima volta case di cura private sottoscrivono un “protocollo di legalità per le aziende sanitarie” e si propongono come partner del sistema pubblico per migliorare l’offerta di prestazioni e frenare la mobilità di pazienti del Centro-Sud della Sicilia verso altre province e altre Regioni.
Aiop Sicilia e Asp 2 di Caltanissetta si incontreranno domani mattina a Gela per una verifica congiunta dei livelli di assistenza e della funzionalità delle strutture ospedaliere private accreditate della provincia.
Nel corso dell’incontro verrà presentato il “protocollo di legalità per le aziende sanitarie”, mutuato da una esperienza, quella della Calcestruzzi, che adottò il “Codice antimafia per le imprese” elaborato da Pier Luigi Vigna, Giovanni Fiandaca e Donato Masciandaro.
L’Aiop nissena ha sottoscritto questo protocollo e propone all’Asp 2 di condividerlo perché utile a prevenire comportamenti distorsivi nel sistema sanitario. In seguito saranno adottati dei protocolli specifici per ridurre, fra l’altro, le prestazioni ospedaliere inappropriate.
L’incontro sarà inoltre l’occasione per apprezzare e valorizzare i tanti punti di eccellenza dell’offerta sanitaria pubblica e privata nel territorio e per proporre all’assessorato regionale alla Salute modelli di sinergia fra ospedali e case di cura, funzionali al miglioramento della capacità del sistema sanitario di rispondere alla domanda di assistenza e alla necessità di ridurre la mobilità di pazienti del Centro-Sud della Sicilia verso altre province o altre Regioni.

I contenuti dell’iniziativa saranno illustrati in una conferenza stampa, domani, alle ore 11, a Gela, presso la Casa di cura Santa Barbara, in via Minerbio, 1.
Interverranno, per Aiop Sicilia, il presidente regionale Barbara Cittadini, quello provinciale, Francesco Crimaldi, e alcuni presidenti delle Aiop territoriali; per l’Asp 2, il direttore generale Paolo Cantaro e la responsabile dell’Unità operativa per l’Accreditamento, Luisa Drogo; e il giurista Giovanni Fiandaca, uno degli estensori del protocollo di legalità, nonché creatore di una Fondazione tesa al miglioramento degli standard di sollecitudine e di preparazione professionale nelle strutture di Pronto Soccorso.
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  • carlotta |

    penso che protocolli simili dovrebbero essere sottoscritti da tante aziende, in particolare da tutte quelle,come le cliniche, che lavoramo su commessa pubblica. speriamo che la sicilia venga contgiata da iniziative come quasta.

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