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Lotta alla mafia, nella progettazione sociale per il Sud i fondi per i beni confiscati

Anche dai fondi della progettazione sociale per il Sud arriva un chiaro segnale di lotta alla mafia.  Per accedere all’erogazione dei fondi – 2,9 milioni di euro per il 2009 –  avranno via privilegiata i progetti che, nel loro insieme, destineranno sino al 50% del costo complessivo alla ristrutturazione di immobili confiscate alle mafie. Un 20% in più rispetto al tetto standard del 30% che è destinato alla ristrutturazione di beni comuni e acquisto di automezzi o altre attrezzature, all’interno di un progetto. «Questa – ha detto il presidente del Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il volontariato in Sicilia, Vito Puccio – è un’opportunità concreta nel sociale per contribuire alla lotta a tutte le mafie. Anche dal mondo del volontariato arriva un segnale evidente che in territori difficili come i nostri si può contribuire a far tornare fruibili beni confiscati e metterli al servizio del mondo sociale». Ad illustrare i particolari dell’intervento è stato lo stesso Puccio durante i lavori del convegno su «Cittadinanza e Costituzione: itinerari didattici per l’educazione alla solidarietà a scuola e sul territorio» organizzato dall’Avis Sicilia alla sala gialla di Palazzo dei Normanni a Palermo, alla presenza dei presidenti dei tre centri di servizio siciliani. Il bando sulla progettazione sociale, nel quale è previsto lo specifico intervento sui beni confiscati, scade il 6 marzo ed è rivolto alle organizzazioni di volontariato. Per la regione Sicilia sono previsti 2,9 milioni euro per il 2009, che dovranno servire a finanziare interventi per far fronte a situazioni di povertà estrema, di emergenza ambientale, di carenza di servizi per minori, disabili, anziani, famiglie, stranieri, giovani e adolescenti. L’obiettivo è promuovere una migliore infrastrutturazione sociale delle regioni centro-meridionali del Paese, individuata come leva strategica per il loro sviluppo. L’iniziativa è detta della «Perequazione  per la progettazione sociale» ed è frutto di un protocollo d’intesa siglato il 5 ottobre 2005 da ACRI (Associazione Fondazioni Bancarie e Casse di Risparmio), Forum del Terzo Settore, Consulta nazionale del Volontariato, Convol (Conferenza Permanente dei Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali del Volontariato), CSVnet e Consulta nazionale dei Co.Ge. (i Comitati di gestione dei fondi speciali previsti dalla legge per il volontariato), sulla ripartizione delle risorse provenienti dal cosiddetto «extra-accantonamento Visco». L’intervento assegna cumulativamente le risorse derivanti dalla perequazione 2006 e 2007, per un totale di 23 milioni 326mila euro, così distribuiti: 10.138.355 euro alla Campania; 5.769.053 alla Puglia; 3.212.937 alla Calabria; 2.916.407 alla Sicilia; 857.820 euro all’Abruzzo; 219.631 euro alla Basilicata e 212.180 euro al Molise.
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