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Da Umberto Santino del Centro Impastato un appello per la libertà di stampa

Mi sembra giusto riprendere qui e rilanciare l’appello pubblicato “fatalmente” nella rubrica delle lettere nelle pagine palermitane de quotidiano Repubblica. Un appello fatto da Umberto Santino e Anna Bucca a favore della libertà di stampa. Umberto Santino, sociologo e instancabile animatore del Centro studi Peppino Impastato di Palermo, ha un carattere piuttosto scontroso ma ha il pregio di portare avanti con coerenza precise battaglie. Che spesso sono anche di libertà. Non sempre certo i suoi giudizi sono condivisibili e forse il suo atteggiamento non aiuta il confronto sereno, ma ciò non toglie affatto valore al suo lavoro che è prezioso. E ancor più prezioso sarebbe se l’immenso materiale che ha raccolto in questi anni fosse messo a disposizione di tutti per una fruizione libera. Ma tutto ciò ha bisogno di risorse che evidentemente il centro non ha. Ma questo è un altro discorso.
Torniamo all’appello. Sulla base di una recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che condanna l’Italia per aver “violato il diritto alla liberrtà di opinione di Claudio Riolo” il quale era stato condannato per aver citato Francesco Musotto (ex presidente della Provincia di palermo e oggi deputato regionale di Forza Italia in Sicilia) in un articolo pubblicato dalla rivista Narcomafie dal titolo “Lo strano caso dell’avvocato Musotto e di Mister Hyde”. Lo stesso Santino è stato condannato su citazione di calogero mannino per il libro “L’alleanza e il compromesso. mafia e politica dai tempi di Lima e Andreotti ai giorni nostri” pubblicato nel 1997. Ora in seguito a queste condanne era stata lanciata una campagna per la libertà di stampa che portasse avanti la proposta di riforma legislativa e per la costituzione di un Fondo di solidarietà per difendere la libertà di informazione. Tutto ciò in presenza di un aumento del ricorso a procedimenti civili per risarcimenti danni da diffamazione a mezzo stampa: le citazioni per danni, in pratica, sono usate per tenere sotto scacco l’intera categoria. Si tratta, dice Santino, “di problemi attualissimi e ler minaccve mafiose a giornalisti e scrittori che affrontano temi come i rapporti tra mafie e politica ponmgono con forza l’esigenza di una campagna per la libertà di stampa e di ricerca all’interno di una mobilitazione per la salvaguardia dei principi fondamentali delal democrazia nel nostro paese”. Un appello per i vertici del sindacato dei giornalisti che nel giorni scorsi hanno annunciato proprio a Palermo la costituzione di un Osservatorio per monitorare la situazione dei giornalisti che si occupano di mafia (e). Da quell’osservatorio potrebbe arrivare un sostegno alla proposta di Santino.

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