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Testimoniò il falso in processo di mafia, primario rinviato a giudizio

È stato rinviato a giudizio dal  gup Lorenzo Matassa il primario di Villa Sofia, Vincenzo
Mandalà, 61 anni, perchè accusato di falsa testimonianza. Il  medico era stato sentito nella qualità di testimone nel processo all’ex assessore comunale Domenico Miceli, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa a otto anni di reclusione.   Per gli inquirenti Mandalà avrebbe negato durante la deposizione in aula di aver ricevuto dall’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro e da Miceli «esplicita richiesta di favorire» un medico per fargli vincere un concorso bandito dalla Asl 6 di Palermo.  Il primario nel 1999 era membro della commissione di esami per un concorso pubblico di dirigente medico. Il candidato che avrebbe favorito, su indicazione dei politici, era Marcello Catarcia. L’accusa si basa su intercettazioni telefoniche. Mandalà, secondo i pm, avrebbe negato di aver ricevuto raccomandazioni «al fine – scrivono i magistrati – di assicurare a Cuffaro e Miceli l’impunità di altri reati».