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Incontro riservato a Palermo tra il governatore di bankitalia Draghi e i magistrati antimafia

Un incontro riservato si è svolto  questo pomeriggio negli uffici della Procura di Palermo tra il  procuratore Francesco Messineo, e il governatore della Banca  d’Italia Mario Draghi. Alla riunione hanno partecipato  l’aggiunto Roberto Scarpinato e il pm Antonio Ingroia, del Dipartimento mafia-economia della Dda.  Draghi, oggi in visita nella sede di Palermo del suo
istituto, ha voluto incontrare Messineo per lanciare il nuovo Uif, l’ufficio investigazioni finanziarie della Banca d’Italia,  specializzato in iniziative anti-riciclaggio.
   Nell’incontro, Draghi e Messineo hanno stabilito un  protocollo d’intesa, con l’obiettivo di una strategia comune, per fronteggiare la criminalità economica ed in particolare il
riciclaggio, considerato un fenomeno in piena espansione. Alla riunione ha partecipato il neo-direttore dell’Uif di Roma Giovanni Castaldi. Il procuratore e il governatore di Bankitalia hanno parlato anche di alcune indagini in corso sulla  criminalità economica a Palermo.  La commissione nazionale  antimafia, proprio pochi giorni fa, nella relazione conclusiva
della sua attività, stilata da Francesco Forgione, aveva lanciato l’allarme sui «money transfer», i 25 mila punti di  raccolta di denaro, un terzo dei quali sono illegali e sfuggono
ad ogni controllo. «C’è il  pericolo – aveva denunciato Forgione – che servano a finanziare attività illecite e il terrorismo internazionale». Il fenomeno dell’espandersi dei
centri di raccolta monetaria vede l’Italia seconda nel mondo solo agli Stati Uniti.
   Per quanto riguarda il contrasto alla criminalità economica collegata a Cosa nostra, un posto di rilievo occupano le indagini sui cosiddetti «paradisi fiscali» tradizionalmente
utilizzati dai boss per custodire ingenti somme al riparo da ogni tipo di controllo. Due giorni fa, la procura di Roma ha acquisito elenchi con circa 400 nomi di persone e società che,
depositando soldi all’estero, potrebbero aver evaso il fisco italiano, e ha aperto così un’inchiesta sulla cosiddetta lista di evasori in Liechtenstein.