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Franzese, il boss latitante che faceva il sindacalista

La polizia ha arrestato a Palermo Francesco Franzese, 43 anni, inserito nell’elenco del ministero dell’Interno dei cento ricercati più pericolosi. L’uomo, già raggiunto da una condanna all’ergastolo, è ritenuto dagli inquirenti il capomafia della famiglia di Partanna Mondello. Franzese è stato arrestato in una villetta alla periferia di Palermo. L’arresto di Franzese «è un nuovo successo nella lotta al crimine», ha affermato il ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Nel suo covo i poliziotti hanno anche trovato apparati elettronici che servivano per individuare la presenza di microspie e secondo gli inquirenti stava preparando unn agguato.

ARRESTATA ANCHE UNA COPPIA – Il latitante, che si nascondeva nell’abitazione di due coniugi, anche loro arrestati, non ha opposto resistenza quando gli agenti hanno fatto irruzione nella casa e si è lasciato ammanettare. In manette sono finiti così Nadia Costanzo, 23 anni, e Giacomo Spatola, 28 anni, oltre a Antonino Nuccio, 46 anni, che al momento del blitz si trovava con loro. Nella casa c’era anche la figlia dei due coniugi, una bimba, che è stata portata in questura. Franzese, 43 anni, condannato per omicidio, era ricercato dal 26 luglio 2006, subito dopo la sentenza dell’inchiesta ‘Mare Nostrum’ emessa dalla Corte d’Assise di Messina.

CAPO CANTIERE E SINDACALISTA – Franzese fino a pochi mesi fa lavorava presso un’impresa edile. Lo scorso maggio era riuscito a sfuggire all’arresto. Quando i carabinieri del Reparto operativo di Palermo avevano effettuato un controllo nel cantiere edile della ditta «F.G.riuniti srl», si erano imbattuti in una paradossale scoperta: nell’organico dell’azienda figurava proprio Francesco Franzese. Piuttosto che trascorrere la sua latitanza nascosto Franzese aveva scelto di impegnare il tempo lavorando come capo cantiere. Ma c’è di più. L’uomo, infatti, era anche responsabile per la sicurezza dei lavoratori e loro rappresentante sindacale. Il tutto senza usare pseudonimi, ma con il proprio nome di battesimo. In quella occasione i carabinieri non riuscirono a mettergli le manette ai polsi, perché Franzese, quando i militari arrivarono al cantiere, aveva giá fatto perdere le proprie tracce.

IL QUESTORE: «AVEVA RUOLO IMPORTANTE» – Lo spessore criminale e la rilevanza mafiosa di Francesco Franzese emerge dalla descrizione che ne fa il questore di Palermo, Giuseppe Caruso. «L’arresto di Franzese – afferma – è un nuovo colpo alla mafia perchè da quanto emerge dal materiale sequestrato si scopre un ruolo molto importante che rivestiva nella dinamica interna a cosa nostra». «Franzese – aggiunge – è un personaggio che decide e allo stesso tempo esegue. Tutto ciò ci viene confermato anche dalla corrispondenza ritrovata nel covo, non solo con il latitante Salvatore Lo Piccolo ma anche con altri capimafia di Palermo».