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L’Antimafia vara il codice di autoregolamentazione: no a candidati inquisiti per mafia nelle liste elettorali

La commissione parlamentare Antimafia ha approvato all’unanimità il codice di autoregolamentazione dei partiti per la scelta dei candidati alle elezioni amministrative: comunali, provinciali e circoscrizionali. Partiti, formazioni politiche e liste civiche, che aderiscono al codice, si impegnano a non presentare come candidati alle elezioni dei consigli provinciali, comunali e circoscrizionali soggetti nei cui confronti,alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso un decreto che dispone il giudizio o nei cui confronti sia stata emessa una misura cautelare personale, non revocata ne’ annullata, oppure che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive. Il codice impegna i partiti anche a non candidare soggetti che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva, vale a dire che siano stati rinviati a giudizio per delitti di mafia, di estorsione e usura, di riciclaggio di denaro illecito, di trasferimento fraudolento di valori, di traffico illecito di rifiuti. La principale novità del codice, che si compone di tre articoli, sta nella non candidabilità dei rinviati a giudizio.