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Mafia/ Il caso Calcestruzzi: la precisazione dell’azienda

“In merito ai provvedimenti adottati dalla Procura della Repubblica di Caltanisetta che hanno interessato Fausto Volante,  responsabile per Calcestruzzi dell’area Sicilia e Campania, la società rileva che  le accuse mosse al dipendente sono correlate a un contratto di fornitura di inerti con un cavatore locale, Giuseppe Ferraro”. E’ quanto
comunica in una nota la Calcestruzzi spa  “Quest’ultimo – prosegue la nota –  in base alle notizie finora disponibili e alle evidenze documentali di cui si dispone,  ha acquisito dalla Generale Impianti Srl, già in amministrazione giudiziaria, una cava di inerti localizzata nell’area di Riesi in cui è operativo un  impianto di produzione di calcestruzzo della società.  Questa specifica circostanza ha indotto  la società a ritenere corretta e trasparente la stipula di un contratto di somministrazione di inerti che prevedeva il pagamento anticipato di una parte delle forniture che avrebbe consentito al Ferraro di
riavviare l’attività di cava, una prassi non inusuale nel settore degli inerti in Italia”.
“L’impianto di Riesi, interessato dall’inchiesta – continua – ha due dipendenti con una produzione annua di circa 6 mila metri cubi di calcestruzzo e fa parte di una società che ha una produzione annua di 9 milioni di metri cubi di calcestruzzo, un
fatturato consolidato superiore a 550 milioni di euro e circa 950 dipendenti su 250 impianti distribuiti su tutto il territorio nazionale. La società ribadisce la propria estraneità agli illeciti imputati e conferma il pieno appoggio e la massima
collaborazione all’azione dell’autorità giudiziaria ricordando che ha sempre prontamente interessato le autorità competenti in merito ad episodi che potevano anche solo far presupporre comportamenti illeciti di cui fosse venuta a conoscenza”.