Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

A piazza Magione a Palermo la festa della legalità

Ala festa della legalità a piazza Magione a Palermo gli studenti di circa 50 scuole della provincia di Palermo sono arrivati per partecipare alla manifestazione organizzata da Addiopizzo, per stimolare il consumo critico.
"Da questo momento – ha detto Enrico Colajanni, del comitato Addiopizzo – gli oltre cento commercianti che si sono iscritti nella lista di chi dice no al pizzo non sono più soli. C'è tutta la città a sostenerli e la grande adesione soprattutto dei giovani lo testimonia". Attorno la piazza, gli stand dei commercianti sono stati affollati dai numerosi consumatori che hanno comprato prodotti e preso volantini. "Questo è solo l'inizio – ha detto Mario Benincasa, titolare dell'azienda Benimobili – Noi siamo compatti, ma lo Stato ci deve aiutare. Nel 1994 ho denunciato i miei estorsori che hanno bruciato l'azienda, con danni per oltre 500 milioni delle vecchie lire. Lo Stato mi ha dato l'indennizzo solo nel 2000. Quei sei anni sono stati difficilissimi".
Altri non hanno voluto rivelare la loro storia, anche se hanno ammesso di avere ricevuto intimidazioni, "perché – spiega Alessandra Notarbartolo, titolare del pub Malgiocondo – lo spirito della manifestazione è di non creare eroi. L'esperienza di Libero Grassi è stata importante ma lui era solo, adesso siamo tanti e cresceremo sempre di più. La mafia si elimina solo se si è compatti". Tantissimi i bambini che hanno calcato il palcoscenico, allestito dal Comune, mettendo in scena piccoli spettacoli teatrali, recitando poesie e canzoni. "Purtroppo la mafia la conosciamo bene – dice Marianna, 9 anni della scuola elementare Emilio Salgari, che sulle mani si è scritta "viva la legalità – Porta solo disoccupazione e povertà, noi vogliamo cambiare la storia".
Tra i cori ricorrenti "la Sicilia quella vera siamo noi", gà sentiti all'arresto di Provenzano, si è alzata anche la voce dei magistrati del Dda, Nino Di Matteo e Maurizio De Lucia.
"Quando era calato il silenzio sul fenomeno mafioso – ha detto Di Matteo – questi ragazzi hanno avuto il coraggio di scendere in campo con un'iniziativa rivoluzionaria che ha coinvolto la città. Lo Stato aiuterà i commercianti che hanno deciso di ribellarsi alle estorsioni, così come i 7.500 cittadini che hanno deciso di sottoscrivere l'impegno a comprare solo nei negozi che espongono il logo 'Addiopizzo". Sul palco è andato anche Mario Cariglia, coltivatore di arance di Catania, che negli anno Ottanta ha subito pesanti ricatti mafiosi. "Hanno detto che avrebbero ammazzato mio figlio se non gli davo 500 milioni – dice Cariglia – Li ho denunciati e sono stati arrestati. La mia fiducia nelle istituzioni mi ha ripagato. Spero che molti seguano il mio esempio".