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Palermo, cento commercianti dicono “no al pizzo”

Sono cento e hanno detto di no al pizzo. La rivoluzione parte da Palermo e a farla sono i commercianti che hanno deciso di aderire alla campagna di «consumo critico» fatta dai ragazzi di Addiopizzo. Gli imprenditori che hanno deciso di ribellarsi sono venuti allo scoperto e hanno inserito i loro nomi nella lista per dare un forte segnale a chi comanda il giro delle estorsioni. «È come se fosse una denuncia preventiva – ha detto Enrico Colajanni, di Addiopizzo -. È un atto molto coraggioso di chi ha voluto finalmente schierarsi e ha deciso di non pagare più». Non è un caso che quasi tutti gli imprenditori che hanno aderito siano del centro di Palermo, anche se non mancano i commercianti della provincia, come quelli di Cinisi, Trappeto, Camporeale, San Cipirello, Termini Imerese, Partinico e Monreale. Nella lista ci sono un pò tutti i settori: dall'abbigliamento alle agenzie di viaggio, dagli alimentari alle associazioni sportive, dalle librerie, caffetterie e ristoranti fino ai liberi professionisti. Tutti parteciperanno all'appuntamento di venerdì prossimo dal titolo «Liberi di sapere, liberi di comprare» che si svolgerà a piazza Magione dalle 9 a mezzanotte con la vendita di prodotti, rappresentazioni teatrali e musicali di Gianni Nanfa e Giovanni Sollima, e dibattiti con gli interventi degli esponenti del Dda Nino Di Matteo, Maurizio De Lucia, del procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso e del presidente onorario del Fai, Tano Grasso. A sostenere i commercianti in questo primo passo verso la legalità ci sono i 7.300 consumatori che hanno sottoscritto l'impegno a comprare solo nei negozi che hanno aderito alla campagna di Addiopizzo. «La grande solidarietà e voglia di riscatto dei palermitani – ha detto Andrea Cottone di Addiopizzo – da coraggio a chi è voluto uscire allo scoperto rischiando anche la propria vita».