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E il commerciante insultò un suo amico: “Pentito, sbirro”

Cresce il Sicilia il movimento antiracket: la giornata dedicata alla lotta che si terrà a maggio è un segnale importante. Ma mi chiedo quanto possa servire, realmente, a smuovere le coscienze.

L'altro giorno, in corso Finocchiaro Aprile ho sentito un commerciante (non faccio riferimenti per carità di patria) che per insultare un suo amico lo ha chiamato prima pentito e poi sbirro. Lui, potenziale vittima del racket (e dunque della mafia) piuttosto che chiamarlo mafioso (come insulto non è male) o criminale ha utilizzato quelle due parole che nella coscienza comune dovrebbero essere aggettivi positivi e non insulti. In Corso Finocchiaro Aprile, a Palermo, pare che quasi tutti i commercianti si siano "aggiustati" con Cosa nostra nel segno del pagare meno pagare tutti. E se piuttosto si aggiustassero con la loro coscienza? E' chiaro che, vista la totale assenza di regole dello Stato in questa strada ad alta densità commerciale, il piccolo commerciante preferisce il valore mafioso a quello della legalità dello Stato.