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A Palermo l’illegalità a due passi del Tribunale

In principio fu il caos e tale è rimasto. Uno sciame di auto in coda, in seconda fila, in terza e poi in quarta. Un infinito correre di automobili gracchianti, inquinanti, rabbiose.

Ogni giorno (domenica esclusa) in corso Finocchiaro Aprile a Paler mo e nelle vie circostanti. Tutti di corsa verso i negozi, come se solo qui ci fossero negozi in una città grande e pèopolosa come Palermo. Fa forse solo qui c'è licenza di fare tutto: di alimentare il disordine dell'incivilità automobilistica. E qui il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, che si gloria di essere natoe cresciuto a qualche isolato di distanza da questo caos non è mai evidentemente passato anche se (si presume) e pronto a farlo in vista della campagna elettorale per le amministrative: pronto a raccogliere il frutto per la sua "distrazione", per non aver visto un pezzo di città risucchiata nel vortice dell'inquinamento acustico e ambientale. A Palermo c'è un'enclave in cui è lecito fare tutto: libertà assoluta, a dispetto delle leggie, per commercianti, venditori abusivi di frutta, venditori a busivi di pane. Mancano gli spacciatori e le prostitute, ma non preoccupatevi se si continua così presto arriveranno. Nè di mattina né di pomeriggio si vedono quelli che un tempo, anche da queste parti, venivano chiamati "i rappresentanti delle forze dell'ordine": né un vigile, né una pattuglia dei carabinieri o una pattuglia della polizia, né pattuglie della Guardia di finanza. Corso Finocchiaro Aprile, che i palermitani chiamano affettuosamente corso Olivuzza, è ormai uno scandalo palermitano, una vergogna di questa e di altre amministrazioni: chi governa la città poco si preoccupa di queste cose. E chi sta all'opposizione è evidentemente distratto. I commercianti, che oggi godono di questo andazzo, non capiscono che l'inquinamento e la bassa qualità della vita tolgono valore alle loro attività, ne abbassano il prezzo. A mille passi dal Tribunale di Palermo la legge non solo non viene applicata ma (quando lo è) viene violata minuto per minuto: ogni giorno.