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Mafia: le sei regole d’oro per essere un buon uomo d’onore

vlcsnap-2016-03-16-06h23m20s152Il mondo cambia rapidamente, c’è chi parla di mafia 4.0. Ma loro, i vecchi boss, non intendono cedere. Provano a riorganizzare le cosche decimate dagli arresti, continuano a imporre la violenza criminale a cittadini e imprese, trovano imprenditori compiacenti che contribuisconoa sviluppare i soliti business nel cemento. E soprattutto tornano alle regole antiche per riorganizzare Cosa nostra. Sono tutti elementi che emergono dall’operazione Brasca-Quattro.Zero”: i carabinieri con due distinte misure di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Palermo hanno arrestato 62 persone, azzerando di fatto i mandamenti di Villagrazia-Santa Maria di Gesù, a Palermo, e di San Giuseppe Jato (in provincia di Palermo). Due mandamenti contigui e importantissimi nella geografia di Cosa nostra. San Giuseppe Jato è il paese dei Brusca tanto per dire, mentre Villagrazia-Santa Maria di Gesù un tempo regno dei Bontade. Oggi tutto è cambiato ma le regole sono ancora quelle. Almeno questo emerge dalle ordinanze. Regole che gli inquirenti riassumono in sei punti:
– la rigida osservanza del divieto di rivelare l’appartenenza all’organizzazione o di affrontare argomenti ad essa inerenti con soggetti che, pur in rappresentanza di altri mandamenti, non erano stati introdotti secondo modalità e canali appropriati; la mancanza di riservatezza nella gestione delle informazioni e/o comunicazioni da parte di membri di altri mandamenti è stata fortemente stigmatizzata da alcuni degli indagati per le possibili conseguenze giudiziarie (Vossia è lo zio Mariano?… si… con chi ho il piacere di parlare… ci manda … lo zio Gregorio… abbiamo il mandamento nelle mani noi altri…. fermati là… non lo voglio sapere);
– l’attuale vigenza della presentazione rituale sia sotto il profilo della necessaria presenza di un terzo che possa garantire la qualità di uomo d’onore degli interventuti, sia del mai abrogato uso della formula “questo è la stessa cosa” per introdurre un altro affiliato; lo scopo è di evitare che nei contatti fra soggetti combinati si possano inserire estranei, apprendendo notizie la cui conoscenza è riservata ai soli uomini d’onore (… mi ha detto che era “la stissa cuosa”);
– il dovere di sostegno imprescindibile sia nei confronti dei reclusi della propria famiglia e, talvolta per motivi di opportunità e/o legami peculiari, anche verso i membri di altre articolazioni mafiose; il supporto economico è ovviamente assicurato mediante il ricorso ad attività illegali e si intensifica soprattutto in occasione delle festività ovvero a seguito di particolari condizioni (es. una infermità come nel caso di CAPIZZI Benedetto, già capo commissione in pectore ai tempi del tentativo di ricostituzione dell’organismo collegiale di vertice nel 2008) (… e perchè c’è qualche carceratieddu ed è giusto che uno ci deve pensare…);
vlcsnap-2016-03-16-06h23m42s117 l’assoluto divieto di ricorso alla giustizia statuale, sostituita da una sorta di autotutela mafiosa da attuare attraverso l’interessamento degli altri referenti mafiosi;
– il rispetto dell’obbligo di protezione dei ricercati, documentato nelle prime fasi successive all’omicidio di TUSA Giovanni Battista, già indicato come uomo d’onore, ucciso il 19.03.13 dal cognato GAMBINO Vincenzo, poi invitato a consegnarsi per evitare la presenza di organismi investigativi sul territorio di riferimento;
– il permanere dei requisiti morali richiesti ai candidati all’ingresso in Cosa Nostra, già sintetizzato nell’”assoluta mancanza di vincoli di parentela con «sbirri»”; in tal senso è stata stigmatizzata la scelta del capo del mandamento di San Giuseppe Jato di aver appoggiato in posizione di rilievo della famiglia di Altofonte la nomina di un esponente che, benchè cognato dell’ex latitante RACCUGLIA Domenico, è Sottufficiale dell’Esercito; il medesimo netto rifiuto era manifestato anche nei confronti di soggetti legati con congiunti di magistrati (… là nel portone gli abbiamo fatto la croce! ha fatto a sua figlia fidanzata con… un magistrato ma prima ci si teneva a tutte queste cose… minchia ora si sposano con gli sbirri!… Con i carabinieri…). Altra dote indispensabile per i futuri affiliati è la totale dedizione all’organizzazione che prevale sempre anche sulle esigenze della famiglia di sangue (lasciavo la qualsiasi cosa… tutto…pure a mia moglie al momento che partoriva lasciavo io!).

Il video dei carabinieri