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Mafia, in libreria "I sovversivi, in terra di mafia la normalità è rivoluzione" di Nino Amadore

Ogni tanto sembra alzarsi un venticello. Un vento  che soffia lieve, ma persistente. E dice, questo venticello: guardate che di mafia è meglio non parlarne più, perchè non ci sono più latitanti in giro, la confisca dei beni funziona che è una meraviglia, il Sud e la Sicilia non sono più quelli di una volta.

Il Sud e la Sicilia non sono più quelli di una volta, certo. Anche l’Italia non è quella di una volta. Ma la mafia è cambiata, si è rinnovata, ed è meno invisibile e più feroce di prima. Lottarla significa innanzitutto lottare contro un sistema, che è fatto di silenzi, connivenze, complicità. Lottarla significa fare gesti quotidiani che altrove sarebbero semplici, ma che in Sicilia sono rivoluzionari. Nel vero senso della parola.

E chi sono i rivoluzionari di oggi in Sicilia? Ce lo racconta Nino Amadore nel suo “I sovversivi” (Laterza), il racconto di chi, in terra di mafia, fa, semplicemente, bene, il suo dovere. E proprio per questo è un rivoluzionario. Anzi, un sovversivo.

Il racconto comincia dalla porta accanto. Nino Amadore vive e lavora a Palermo, da dove racconta le cose di Sicilia per Il Sole 24 Ore. E conosce bene il quartiere di San Lorenzo. La prima storia, dunque, è quella di Valeria Grasso, che in quel quartiere ha aperto una palestra, e quando le hanno chiesto il pizzo (“500 euro al mese ai signori Di Trapani”)  si è rivolta ai carabinieri, diventando vittima non solo dei mafiosi, ma anche della “burocrazia dell’antimafia”. Ha bisogno di aiuto e protezione. Non ne riceve. La sua palestra chiude. E lei è costretta ad un gesto clamoroso, incatenarsi davanti al Ministero dell’Interno, a Roma, per fare sentire le sue ragioni.  Oggi ha finalmente un programma di protezione. E continua a sognare, come tanti, di poter vivere in un posto “normale”.

Alla normalità aspira Gela, la città che fu prima amministrata da Rosario Crocetta, e che oggi ha un Sindaco “normale”, l’avvocato Angelo Fasulo, che lotta quotidianamente per imporre la legalità come metodo nella pubblica amministrazione.  Cosa significa la rivoluzione, al Comune di Gela? Pagare le fatture dei fornitori secondo l’ordine cronologico d’arrivo. Una città, Gela, dove si muovono in tanti. E non solo mafiosi: ci sono gli attivisti delle associazioni antiracket, quelle vere, ci sono i giovani sindacalisti che fanno le battaglie per il lavoro e contro l’abusivismo. Gela, e poi Niscemi e Vittoria, paesi simbolo, nel bene e nel male.

Sovversive sono anche le coraggiose “Sindache” di Reggio Calabria, che hanno avuto il coraggio di dire no alle ‘ndrine.  Sovversi sono anche coloro che lottano le ‘ndrine nel posto fino ad ieri più impensabile: nel comasco, al centro della florida Lombardia. Sovversivi sono anche i librai. Sembra incredibile, ma aprire una libreria indipendente, un luogo di ritrovo dove si fa cultura, è oggi più che mai un gesto rivoluzionario. Da Gela a Termini Imerese a Bagheria il viaggio di Nino Amadore è il racconto anche di questi posti magici, dove si crea cultura, dove si parla e si discute. Perchè è dalla cultura che passa il cambiamento.

Magistrati, imprenditori, cittadini. Sono tanti i protagonisti dell’inchiesta di Nino Amadore, un piccolo manuale di restistenza contemporanea da portare sempre con se. Per capire cosa possiamo fare anche noi, nonostante tutto.

Giacomo Di Girolamo